Leif Searcy

Written by Antonio Sciacca. Posted in Musicians, Paper2Media

Leif SearcyNel numero di marzo 2013 di Drumset Mag abbiamo il piacere di ospitare un’intervista all’ottimo Leif Searcy, batterista noto soprattutto per la lunga collaborazione con Carmen Consoli e successivamente al fianco di Francesco Renga, Gemelli Diversi, Paola e Chiara… (Leggi tutto>>)

 

Figlio d’arte, dopo due anni di lezione con Italo Savoia, percussionista del Teatro alla Scala di Milano, ai quali fece seguito una temporanea perdita d’interesse per la batteria, nel 1983 riprese a suonare e fu dal padre mandato a lezione da Tullio De Piscopo. Ecco cosa ci ha detto a proposito del grande Maestro napoletano (e di tanto altro ancora).

 Abbiamo avuto la fortuna di incontrare tanti ex allievi di Tullio che adesso sono musicisti professionisti…

Tullio è davvero un grande; definirlo un batterista è riduttivo. È un musicista, è quella la differenza. Nel ‘batterismo’, come in tutti gli strumenti, c’è sempre il lato virtuosistico che è molto affascinante; però a volte ci si ferma solo a quello. Poi ci sono i batteristi che fanno musica, e Tullio è uno di quelli. Jim Chapin, in un’intervista che si trova su Youtube, fa una dimostrazione di rudimenti ad altissimo livello tecnico per poi dire: “se devo pensare ai batteristi che fanno musica, alcuni non hanno una gran tecnica…”; probabilmente si riferisce a quei batteristi che non andavano a  duecento all’ora o non facevano robe allucinanti, ma che hanno scritto pagine importanti della storia della musica. Perché è il portamento, l’approccio musicale, che fa la differenza! Vedi Ringo Starr, ad esempio.

Non è bello pensare che a volte sia noto, soprattutto ai giovani, solo il lato più ‘commerciale’ di alcuni batteristi. Ci sono molti giovani che non conoscono ad esempio il gran lavoro di Tullio in ambito jazz.

Tullio è un personaggio ‘pubblico’; ma se negli anni ‘70 i grandi jazzisti venivano in Italia e chiedevano un batterista che potesse suonare con loro, alla fine c’era sempre Tullio: ha una grande capacità comunicativa, una gran forza sulla batteria.

Non tutti hanno avuto la fortuna di vivere in un ambiente musicale come il tuo. Forse è normale che i giovani vengano colpiti dai batteristi che sfoderano virtuosismi.

Il virtuosismo è sempre affascinante. Tutti siamo stati attratti da musicisti tecnici e funambolici. Anche io sono stato colpito da batteristi come Dennis Chambers o Dave Weckl: passavo le giornate a imitarli e studiare per riuscire a infilare ogni sorta di lick ovunque e con chiunque suonassi. Per fortuna ho sempre adorato il groove, che mi ha riportato sulla ‘retta via’. Ti segnalo a questo proposito un bellissimo video di Steve Jordan, The Groove Is Here, in cui dice: “simplicity is not stupidity”! Ma purtroppo molti batteristi mettono il loro ego davanti alla musica. Di sbagli in gioventù ne ho commessi molti, ma per fortuna sbagliando s’impara. Nessuno nasce bravo, fa parte del learning process; capisci dove sbagli e, se non sei stupido, cerchi di non commettere lo stesso errore la volta successiva (…). Quando andavo a lezione da Tullio, giustamente per ‘stimolare’ gli allievi faceva un assolo, e lui è bravissimo a farli; ma ricordo di aver detto a un mio collega: “a me ‘sta roba non m’interessa… Io voglio studiare, sentire il ritmo” ed è tuttora quello che sto cercando di comunicare agli allievi: non serve che tu sappia suonare come Jojo Mayer, devi dare il tuo apporto musicale che arriva dal tuo background, dalla tua conoscenza, che crea il tuo suono e la tua personalità; non è necessario suonare a tutti i costi il rudimento da paura…

Altri ‘maestri’?

Ho appreso molto anche da Giorgio Secco e Paolo Costa (persone più grandi e più esperte, visto il loro invidiabile curriculum); a un certo punto della mia vita mi sono trovato in Salumeria della Musica a Milano con loro, mi sono girato intorno e ho detto: “OK, sono nel paese dei balocchi!” e ho pensato che qualcosa di giusto la stavo combinando. C’è un aneddoto che mi piace raccontare: suonavo con la Tom’s Family ed eravamo in studio, provavamo delle cover, brani dei Tower of Power; a un certo punto il trombettista (Daniele Moretto) mi guarda e mi fa: “ma qui potresti fare un solo di batteria!“; io guardo Paolo (Costa) e lui gli risponde: “il solo di batteria viene dopo il solo di basso”; e io: “ma tu non fai il solo!”; e Paolo mi rispose: “Appunto! Noi siamo al servizio della musica”. Una delle prime cose che mi disse Carmen (Consoli) al riguardo fu: “less is more”; e anche grazie a lei ho imparato che lavorando come turnista devi sempre essere al servizio dell’artista; capirai che, con i miei precedenti di batterista jazz-funk, dove potevo buttare un sedicesimo lo buttavo! Invece è fondamentale mettersi al servizio della musica, ad esempio quando ho iniziato con Carmen, lei aveva poco più di vent’anni, era molto giovane, ma nonostante ciò aveva già allora una maturità, un’intelligenza e soprattutto una visione chiara della musica che voleva suonare, e per questo mi ha insegnato un sacco di cose.

Nel video linkato a questo articolo Leif Searcy è impegnato con Carmen Consoli; il video è stato registrato il 3 ottobre 2101 durante la manifestazione Mtv Day 2010. Il brano è “Geisha”, il cui groove è trascritto sulla nostra rivista.

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