Yamaha YD 9.000 Recording Custom

Written by Antonio Di Lorenzo. Posted in Paper2Media, Vintage

Le Yamaha 9000 sono l’esempio di come a volte i difetti si trasformino, grazie anche a un sapiente marketing, in virtù. Ho posseduto una di queste batterie e ricordo perfettamente la mia impressione: “Ma, non suona!?!?”. Le 9000 sono delle batterie a mio parere discutibili, con volume minimo e per di più con una quantità di massa hardware addosso che impedisce ai fusti di vibrare, con un suono ‘medioso’ e casse quasi sorde. Il frutto di un’epoca non bellissima come gli anni ‘80 in cui sono cresciuto. Ma allora, perché lo strumento ha avuto un grande successo? Molte componenti: innanzitutto il marketing. La Yamaha investì molto in pubblicità ed endorser (si dice che addirittura a Cozy Powell e al suo enturage regalarono delle moto!). Inoltre, le batterie che usavano gli endorser di rado erano quelle acquistabili dai comuni mortali: Tommy Aldrige ne aveva una in carbon-fibra, Colaiuta e altri avevano strumenti custom, pur continuando a usare negli studi altre batterie; Larry Mullen degli U2 utilizza da sempre i rullanti Brady e le stesse batterie in studio; e nella copertina di un album è immortalato con una Ludwig nera Superclassic. Tant’ è che, a eccezione di Gadd e Weckl (che non ha mai avuto ‘normali’ Yamaha), molti sono poi ritornati a ditte americane, Colaiuta ed Erskine in testa.
Ma è importante inquadrare anche il periodo storico-tecnologico: siamo agli inizi degli anni ‘80, il digitale è appena comparso con i DAT, mentre la registrazione multi traccia si fa ancora su nastro. Le 9000 sono poco sonore e spesso in tandem con le pelli Pinstripe si rivelano perfette, in relazione ai limiti dinamici della registrazione di quei tempi: in pratica lo strumento sembra essere tarato per la ripresa microfonica e per gli studi di registrazione e consente ai fonici di realizzare facilmente il suono di una batteria ‘ipercontrollata’. Insieme alle casse NS 10 della Yamaha, lo standard in studio per i monitor (che personalmente ho odiato nei missaggi per la loro assoluta ‘neutralità’), le 9000 sono richieste dagli studi e – come mi ricorda il liutaio Stefano Berti (SteppoDrums) – venivano inserite negli imballaggi le istruzioni su come amplificarle già dalla stessa ditta!
A onor del vero le meccaniche – aste, snodi, pedali e quant’altro – erano di primissimo livello, tuttora le mie preferite, ma i fusti… Quando con gli ADAT su nastri Super VHS la registrazione digitale divenne multi traccia, comparirono le Yamaha 10000, le altre batterie di fascia alta in acero tornarono in auge mentre le 9000 divennero, per fortuna, obsolete.
Ma negli anni ‘80 spopolavano! In quel periodo divenne possibile acquistare a poco prezzo batterie vintage fantastiche; la mia prima Gretsch la scambiai con la 9000 e spesso ho utilizzato le Yamaha come merce di scambio. E pensare che in commercio in quegli anni la Rogers produceva le XP8 totalmente in acero e la Gretsch, pur esagerando con la lunghezza dei fusti, aveva un suono fantastico. Adesso le 9000 ritornano! Aiuto! Anzi no. Speriamo abbiano successo, e che ritorni la moda di vendere i ‘vecchi catorci’ Ludwig, Gretsch, Rogers o Slingerland e altri ancora; mi raccomando: avvisatemi se lo fate!

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Comments (9)

  • pierluigi

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    possiedo una recording custom da oltre 25 anni insieme ad altre batterie vintage e non.la yamaha suona benissimo ha un timbro unico ed è versatilissima.può essere potente e controllata basta saperla accordare e suonare! gadd ,weckl e tutti gli altri hanno suonato e suonano con strumenti di normale produzione (i studio tutto è possibile). mi piace alternare secondo la situazione o l’umore una gretch piuttosto che una ludwig o premier oppure mapex.ma la recording custom ha una personalità inconfondibile ed è la vera unica alternativa ai grandi storici suoni classici.lunga vita alla yd 9000.

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  • Antonio Di Lorenzo

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    Gent. mo Pierluigi
    ti ringrazio per aver commentato il mio articolo! ti risponderò con 2 massime di Voltaire:
    1 non condivido la tua opinione ma darei la vita perchè tu la possa esprimere
    2 Io ho il più semplice dei gusti: mi piace il meglio
    la 9000 il meglio non lo è.
    su quello che esprimi sulla 9000 nulla da obbiettare. I gusti sono gusti e vanno rispettati. Personalmente NON considero la 9000 una batteria vintage, probabilmente lo diventerà, ma non spetta a me giudicarlo. Ora non lo è.
    Ho molti difetti, ma un grande pregio; una incredibile memoria (frutto degli studi di giurisprudenza) accoppiata al mio amore per la batteria.
    Su Modern Drummer negli anni 90 (rivista a cui sono abbonato dal lontano 1986) erano gli stessi Weckl, Marotta e altri a parlare appunto dei limiti della 9000 e di come siamo stati funzionali alla nascita della serie 10000; infatti la 9000 è stato probabilmente l’unico caso di una batteria in betulla che era contemporaneamente il modello top della linea (cosa alquanto strana). Personalmente nel 1991 (se non erro) ho partecipato ai seminari di Ravenna con Weckl e fra i tanti suoi capricci ci fu il fatto che suonava solo con la SUA Yamaha, perchè non uguale alle altre. Recentemente Steppo drums gli ha fornito un rullante e conferma che la Yamaha sua non è proprio di “negozio”, altrimenti potrebbe usarne qualcuna messa a disposizione dall’importatore!
    Questo non toglie che la 9000 sia una splendida batteria da “lavoro” e che possa avere come tu sottolinei giustamente la sua collocazione, ma onestamente non vedo la personalità di cui parli; ma è anche giusto dirti che negli ultimi 20 anni ho gridato al miracolo solo per poche batterie, a naso mi vengono in mente le Brady e le Craviotto. Una cosa sono le batterie “funzionali” una cosa sono le batterie “state of the art”.
    Tutto il resto è sotto al mio gusto semplicissimo che è uguale a quello di Voltaire.
    grazie ancora per aver scritto e invito tutti a commentare e dire la propria, perché il confronto è sempre positivo
    pace e amore
    Antonio

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  • ilfolle

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    io ho avuto l’occasione di provare una 9000 made in japan dal mio insegnate.
    io possiedo una ludwig classic maple anni ’80,ma la 9000 mi è piaciuta subito.
    ha un feeling incredible e dei suoni che a me piacciono molto,oltretutto ha portato alcune novità anche grazie a chi la suona(gadd in primo luogo).
    detto questo concordo che i gusti sono gusti,ma bisogna dire che le batte “state of the art” citate da antonio hanno anche costi di un certo tipo che non tutti possono permettersi.

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  • el tubo

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    egregio sig. De Lorenzo, mi va bene il suo testo. L’unico cosa sono un pó perplesse: scrive che i fusti montano troppo hardware e percui non possono vibrare. Ma in quei anni quasi tutti i costruttori giapponesi (Pearl, Tama) montavano i lugs lungi montati direttamente al fusto. Come mai – e questo indubbiamente sono fatti – allora l’Artstar o il MLX o BLX suonano da favola?
    Ah un’altra cosa: non so se era una sua critica, comunque Lei scrive che non capisce (se l’ho interpretato giusto) come mai la Yamaha alla fascia top di quella era metteva il 9000 con fusti di betulla. Credo che lei si referisca che per i top le case costruttrici mettevano (o mettano ancora d’oggi) come top prima l’acero e poi la betulla.
    beh, avviso mio il legno – se non si tratta di legno di peggiore qualità – viene troppo sopravalutato. secondo me inferiscono più pelli e accordatura.

    n.b. mi scuso per errori grammaticali, ma non sono italiano. grazie

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    • pierluigi

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      salve ! sig.di lorenzo. riprendo la discussione sulla recording custom. non si può che essere d’accordo sulle citazioni di voltaire ,ma rimanendo nell’ambito musicale e in particolare della batteria io credo che il meglio sia relativo. in ambito jazzistico il suono deve essere aperto ricco di armoniche con cassa da 18″ o 20″. nel rock si prediligono sonorità diverse.jack de johnette con il suo “organic drum” è il meglio con k.jarrett ma difficilmente collocabile in altri settori. la yd9000 è stata progettata per soddisfare particolari esigenze (in collaborazione con steve gadd) ed è il meglio nell ‘ambito destinato. nei dischi dell’electric band e nell’acoustic band di c .corea la rc9000 di d.weckl è il meglio. nei video “back to basics “, “the next step” anche. il sucesso planetario che ha goduto la recording per un tren tennio non può essere solo frutto di un marketing azzeccato. non è mai uscita di produzione ,negli states sono in vendita modelli celebrativi pre y.e.s.s. e intutto il web i sostenitori sono numerosissimi.per quanto riguarda i modelli esclusivi usati dagli endorser non so dove sia l’intervento personalizzato.esternamente è tutto identico compresi i tiranti lunghi (montati per esaltare il suono “compresso” della betulla).è possibile una scelta occulata della normale produzione? . discutendo di questa questione , il responsabile alle vendite nonchè batterista di un noto megastore che ha provato la batteria di s.gadd in una tappa del zildjian tour ha confermato che lo strumento ad un esame visivo appariva di serie.alla prova pratica il suono era controllato con l’uso di pelli adeguate (rullante,cassa) e sordine personali sul resto. aggiungo con la yd 9000 in mio possesso mi avvicino moltissimo al suono (solo quello) che sento da weckl, gadd ,colaiuta in “buddy rich memorial scholarship” oppure colaiuta in “zildjian day in n.y.”concludo riportando le impressioni di chi ha visitato la produzione yamaha in giappone.èpossibile una customizzazione dello strumento per i previlegiati ma molto difficile se non impossibile. lo dice una persona che ha ottenuto un rullante costruito con specifiche e firma personale nel badge e consegnato a termine della pausa pranzo. a presto. pace , bene e rullate.

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      • Antonio Di Lorenzo

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        Gentilissimi
        grazie per i commenti; risponderò brevemente a tutti:
        nulla da dire sul primo commento
        sul secondo: grazie per averci scritto da un’altra nazione chiunque tu sia El Tubo! personalmente non sono MAI stato un fan delle batterie giapponesi ed in particolare proprio di quelle che citi. giusto il discorso di pelli e accordatura, ma il fusto in betulla sopratutto suonato “dal vivo” si sente eccome.
        per Pierluigi: DeJohnette ha usato batterie molto rock come costruzione, sopratutto tutte le varie Sonor negli anni ottanta (Signature, Elite, Hilite e così via) persino con i fusti lunghi. il suono jazzistico di cui parli è dovuto all’accordatura altissima che adotta. e inoltre pur essendo uno dei migliori batteristi della storia del jazz non è il “modello” di suono jazzistico, nè per i tamburi e nè per i piatti. I modelli di suono jazzistico si chiamano Papa Jo Jones, Elvin, Max, Art, Philly Joe e così via. Ha perfettamente ragione che la 9000 è il meglio nell’ambito in cui era destinata in relazione ai limiti tecnologico- temporali di cui parlo nell’articolo. Oggi la yamaha non ha più nessun bisogno di customizzare strumenti per i suoi endorser: negli anni ottanta invece regalarono una moto ad ogni componente l’entourage di Cozy Powell per sollecitarlo a lasciare la Ludwig!
        detto questo saluto tutti e ringrazio nuovamente ciascuno per il suo contributo. Vi chiedo anticipatamente scusa se per motivi personali contingenti non sarò più in grado di rispondervi
        pace e amore
        p.s. nel caso non si fosse capito non amo gli anni ottanta sotto tutti i punti di vista, culturali, sociali e musicali… e purtroppo sono pure stato ventenne in quegli anni!
        Antonio

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  • El Tubo

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    Si poteva lasciare il discorso tutto così.
    MA egr.o sig. Lorenzi, se Lei scrive nell’ultimo capitolo che Lei non è fan degli anni 80 anni (oltre a dire che non Le piaciono i fabbricati giapponesi), allora qua – come lo posso interpretare io – si tratta SOLTANTO DI GUSTI PERSONALI, e ha poco da fare con uno strumento di minor valore che l’industria con il suo marketing ci vuole far’ credere. Che sia così mi fa anche bene e secondo me non si può dire che un prodotto non vale tanto.

    n.b.: appena ho un po di tempo io mi occuperò di un test acerco contro betulla della stessa misura, stessa pelle, stessa hardware, stessa accordatura, e ne faccio diversi test. che qualcuno su questo mondo senta anche una grande differenza mi sembra che ci può stare, ma voglio dimostrare che gran parte della gente non riesca a sentire minimalmente una differenza. si vedrà se riesco dimostrare, se no ammetterò che una differenza per forza si debba sentire. Perchè avviso mio QUESTO è gran tiratura di marketing: farci fare credere che l’acero è il legno migliore per la batteria.

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  • eL TUBO

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    n.b.: strano che Lei sig. direttore – visto che non sopporta le case giapponesi – sul suo sito porta una maglia della Pearl :) Endorsement?? :P

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  • Fabio

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    Salve ragazzi, ho letto che siete esperti riguardo la mitica (secondo il mio parere) Yamaha 9000 recording custom. Ne sono possessore dal 1998. All’epoca mi dissero che la mia fosse una serie limitata: mi pare Vinnie Colaiuta. Mi sapreste dire qualche cosa in più a riguardo? Chi l’ha usata di questo colore, ecc,ecc…? Credo sia blu acquamarina (tradotto dall’inglese). Anche perchè non si trovano tom di questo colore, neanche in yamaha… Allego link del mio video per intenderci…

    http://www.youtube.com/watch?v=600M5hos_Y8

    Spero mi rispondiate, grazie mille

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