Cosa intendiamo per Rudiments fills? Molto semplicemente dei fill che sono basati su un rudimento specifico, o che hanno come base il rudimento in questione, anche se al suo interno le voci del set vengono modificate, utilizzando anche la cassa, i piatti, gli unisono, eccetera.
Iniziamo con il Single Stroke Roll, il ‘rullo a uno’, che troviamo in un brano di Vasco dal titolo “Basta Poco”, con alla batteria Lele Melotti (Leggi Tutto >>)
Torniamo a occuparci di tecnica, ovviamente applicata ai fill, e parliamo delle sestine di sedicesimi. Nel primo dei due video dedicati all’argomento analizziamo alcuni fill in sestine suonati da Lele Melotti, Alfredo Golino, Anika Nilles e Dave Weckl (Leggi Tutto >>)
Sanremo 2016 ha portato delle cose interessanti: nel video collegato andremo a esaminare alcuni fill suonati sui brani di un super-ospite dell’edizione 2016, Eros Ramazzotti: accompagnato sia dall’orchestra (con Maurizio Dei Lazzaretti alla batteria) sia dalla band (il M° Lele Melotti on drums). Ramazzotti ha eseguito prima un medley dei suoi brani più famosi (“Terra promessa”, “Una storia importante”, “Adesso tu” e “Più bella cosa”), quindi l’inedito “Rosa nata ieri”, con alla batteria Lele Melotti da solo(Leggi Tutto >>)
La rubrica The Italian Job per tre appuntamenti a partire dal mese di Gennaio 2016 va un po’ a spulciare nelle ultime 20 edizioni circa del Festival della canzone italiana, ossia di Sanremo! Nel video collegato trovate alcuni fill tratti dall’edizione ’91, in cui la vittoria è andata a Riccardo Cocciante con il brano “Se stiamo insieme” (alla batteria Lele Melotti). A seguire, Sanremo 1995: è il turno di Giorgia, che vince con “Come saprei” (alla batteria c’è Vincenzo Restuccia, nell’orchestra del festival dal 1993 al 2000). Infine, Sanremo 1997: il brano esaminato è “Storie” di Anna Oxa (sempre Restuccia on drums) (Leggi Tutto >>)
All’inizio degli anni Novanta la musica leggera italiana cambiò suono, tiro e balance: per la batteria, artefice di questo nuovo tipo di suono è stato sicuramente Lele Melotti. Nel video prendiamo in esame alcuni brani di quel periodo, suonati dal già citato Melotti, da Alfredo Golino, Massimo Pacciani e altri. (Leggi tutto >>)
Ospite della prima puntata di “Fame”, la rubrica che la rivista Drumset Mag dedica ai giovani batteristi destinati a una brillante carriera, è Alex Marchisone. Originario di Vigone, poco più che ventenne, Alex suona con la band Katchupa e nel musical Divina. Ha lavorato in RAI per la trasmissione Trebisonda, oltre a militare attualmente in molti altri progetti.
Marchisone non proviene da una famiglia di musicisti, ma ha iniziato prestissimo, intorno ai quattro anni, ispirato probabilmente dai batteristi visti in tv. Intorno ai sei anni Alex Marchisone ha iniziato a prendere lezioni. Ha studiato per otto anni con Roberto Testa (Vanoni, De Gregori), quindi due anni al CPM di Milano, dove ha studiato anche musica d’insieme, teoria, armonia, ma soprattuto batteria con Walter Calloni e Maxx Furian. Quindi ha preso lezioni private prima con Elio Rivagli e, da poco, con Lele Melotti.I suoi batteristi di riferimento sono Tony Williams (“per la totale genialità, l’inventiva sul fraseggio e lo swing”) e poi una serie di mostri sacri come Steve Jordan, Jeff Porcaro, J.R. Robinson: “tutti con un grande groove. Ognuno con le proprie caratteristiche e con una musicalità estrema, totale”.
Nel video allegato Alex si destreggia con grande disinvoltura sullo shuffle del brano “One for Cann”.
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